Una tecnica chirurgica innovativa, “il taglio delle corde”, pubblicata su JACC – tra le riviste cardiologiche più autorevoli al mondo – dimostra risultati eccellenti a lungo termine. Un approccio su misura per una malattia eterogenea nella clinica, nell’anatomia, nella fisiopatologia e nella genetica: un passo concreto verso la precision medicine and surgery.
Bergamo, 7 luglio 2026 – È stata pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (JACC), una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo in campo cardiologico, la ricerca sui risultati a lungo termine di una tecnica chirurgica innovativa per il trattamento della cardiomiopatia ipertrofica, il cosiddetto “taglio delle corde tendinee secondarie” associato alla miectomia, ideata dal dott. Paolo Ferrazzi, Direttore Scientifico dell’International Heart School Foundation, applicata per la prima volta a Bergamo nel 2009.
La cardiomiopatia ipertrofica colpisce una persona su 500. Si manifesta con un ispessimento del muscolo cardiaco e anomalie della valvola mitralica, che ostacolano la normale fuoriuscita del sangue dal ventricolo sinistro. Le conseguenze possono mettere a rischio la vita del paziente, provocando scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e conseguente rischio di ictus. La cardiomiopatia ipertrofica è una delle cause più frequenti di morte cardiaca improvvisa nei giovani atleti, sotto sforzo, in agonisti apparentemente sani, spesso nel pieno della loro attività sportiva. Nei casi con ostruzione sintomatica, la chirurgia è spesso l’unica soluzione efficace, malgrado recentemente la terapia medica abbia fatto buoni progressi per trattare la malattia in casi meno gravi.
La tecnica del taglio delle corde, sviluppata dal dott. Paolo Ferrazzi presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, oggi ASST Papa Giovanni XXIII, e poi applicata per oltre dieci anni al Policlinico di Monza – diventato il centro più importante in Europa per il trattamento chirurgico di questa patologia – ha consentito di eseguire complessivamente più di 1.100 interventi. I dati pubblicati su JACC dimostrano oggi che la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti operati è sovrapponibile a quella della popolazione generale della stessa età e sesso, e che la qualità della vita migliora in modo significativo in oltre il 90% dei casi.
«Vedere giovani pazienti che prima dell’intervento non riuscivano a salire pochi gradini senza affanno riprendere una vita normale è un’emozione difficile da descrivere», dichiara il dott. Paolo Ferrazzi. « Questo lavoro corona anni di impegno multidisciplinare di cardiochirurghi, cardiologi e anestesisti, tra cui il dott. Paolo Spirito, uno dei massimi esperti internazionali sulla malattia. I risultati rappresentano oggi un punto di riferimento scientifico per tutti i pazienti sottoposti a questo intervento e dovranno essere considerati anche nello sviluppo di nuove terapie, incluse quelle non chirurgiche.»
Un aspetto di particolare rilievo è la diffusione internazionale della tecnica: grazie all’attività formativa dell’International Heart School Foundation L. Parenzan – J.W. Kirklin dedicata alla formazione di giovani medici provenienti da paesi in via di sviluppo, chirurghi in Ucraina, Romania, Russia, Siberia e Kazakistan hanno appreso e adottato questo approccio, istituendo nuovi centri specializzati e riportando risultati favorevoli su oltre 4.000 pazienti aggiuntivi. Tra i centri di eccellenza che hanno adottato la tecnica figura l’Amosov National Institute of Cardiovascular Surgery di Kiev, diretto dal dott. Vasyl Lazoryshynets, dove il responsabile della cardiomiopatia ipertrofica Kostantyn Rudenko conta più di 1000 casi e il centro di Bucarest, guidato dal dott. Lucian Dorobantu, con più di 200 interventi. Ad oggi, 14 centri nel mondo hanno adottato e pubblicato risultati eccellenti a breve termine utilizzando questa tecnica chirurgica, nata in Lombardia. Un dato che conferma come la sanità lombarda sia non solo luogo di origine di un’innovazione con impatto globale, ma anche punto di riferimento per la sua diffusione internazionale, frutto di un lavoro costante e paziente di trasferimento delle conoscenze verso la comunità scientifica mondiale.
CARDIOMIOPATIA IPERTROFICA OSTRUTTIVA – COS’È E CHI COLPISCE
Quanto è diffusa
La cardiomiopatia ipertrofica è presente in circa 1 persona su 500 nella popolazione adulta generale, rendendola la malattia genetica cardiaca familiare più frequente. Nella sua forma ostruttiva, l’ostruzione al flusso sanguigno è presente a riposo in circa il 20-25% dei pazienti, una percentuale che sale a oltre il 60% sotto sforzo fisico.
Chi colpisce
La malattia si sviluppa lentamente e progressivamente dopo l’adolescenza, con una prevalenza che negli adulti — in particolare tra i 30 e i 60 anni — può raggiungere lo 0,5%. La diagnosi avviene spesso nella mezza età, quando la condizione si è già consolidata in forma cronica e progressiva.
PAOLO FERRAZZI
Paolo Ferrazzi è uno dei cardiochirurghi più autorevoli d’Europa e conta oltre 12.000 interventi eseguiti. È il chirurgo europeo con il maggior numero di interventi eseguiti su pazienti affetti da cardiomiopatia ipertrofica – oltre 1.100 miectomie – e nel 1985 ha eseguito il terzo trapianto di cuore in Italia e nel 1991 il primo trapianto cuore-polmone, sotto la direzione del prof. Lucio Parenzan.
Ha contribuito all’avvio e allo sviluppo di nuovi programmi di cardiochirurgia in diversi centri italiani, tra cui gli Ospedali Riuniti di Bergamo, oggi ASST Papa Giovanni XXIII, l’IFC-CNR di Massa, Hesperia Hospital di Modena, e la Clinica Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Ha diretto la cardiochirurgia e il dipartimento cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo per 14 anni e per più di 10 anni il Centro per la Cardiopatia Ipertrofica e Patologie Valvolari del Policlinico di Monza. La sua vocazione umanitaria lo ha portato a eseguire interventi a cuore aperto in Paesi in via di sviluppo – Bielorussia, Kenya, Iraq, Uzbekistan – nell’ambito di programmi internazionali di solidarietà. Come direttore dell’International Heart Foundation School L. Parenzan – J.W. Kirklin ha formato oltre 350 studenti provenienti da tutto il mondo, contribuendo alla diffusione globale delle competenze cardiochirurgiche. Per i suoi meriti professionali, scientifici e umanitari, Paolo Ferrazzi è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. La sua carriera resta un riferimento imprescindibile per la cardiochirurgia italiana e internazionale.